Il gas torna a 76 euro e il petrolio supera i 100 dollari mentre la frenata tedesca si scarica sulla componentistica italiana. Per la manifattura è una doppia morsa: costi che salgono e ordini che rallentano.
Energia ai livelli del 2022, accise verso l’ennesima proroga
I prezzi energetici sono tornati dove erano nel 2022: gas a 76,6 euro al megawattora, Brent oltre i 99 dollari, elettricità all’ingrosso a 225 euro al megawattora, benzina a 2,058 euro al litro. Il Governo valuta di prorogare per altri dieci-quindici giorni lo sconto di 17,1 centesimi sulle accise del gasolio, in scadenza, con il timore di vedere il diesel arrivare a 2,4 euro. Dal 18 marzo sono stati varati quattordici decreti per 2,075 miliardi, che salgono a 2,613 contando i crediti d’imposta ad autotrasporto, agricoltura e pesca.
Da ottobre l’ipotesi è passare ad aiuti mirati trimestrali, con un bonus carburante legato a soglie di reddito e la discussione ancora aperta sull’estensione alle partite Iva e sul bonus benzina aziendale fiscalmente incentivato. Sul come finanziarli il confronto nella maggioranza è acceso: una nuova tassa sugli extraprofitti di banche ed energia divide i partiti. Per chi ha flotte o spedizioni a carico, il punto pratico resta la scadenza ravvicinata e l’incertezza su cosa arriverà dopo.
La frenata tedesca arriva sulla componentistica italiana
È il capitolo che tocca più da vicino il tessuto metalmeccanico e di subfornitura della nostra Provincia. Le esportazioni italiane di componenti auto verso la Germania sono scese del 5% nel primo semestre. L’interscambio complessivo tra i due Paesi vale 157,8 miliardi, ma la crisi Volkswagen — centomila posti in meno e la valutazione di chiudere quattro stabilimenti entro il 2030 — si propaga lungo tutta la filiera. L’esposizione diretta delle imprese italiane al solo gruppo tedesco è stimata tra 805 milioni e 1,1 miliardi.
Sullo sfondo c’è il conto complessivo della transizione: la produzione europea di auto è passata da 15,5 a 11,5 milioni di veicoli l’anno, con stime di 375mila posti persi al 2030. L’acciaio ha perso un quarto della forza lavoro dal 2008, la chimica il 10% dal 2022. Per le imprese di subfornitura la lezione operativa è una sola: un committente che vale più di un terzo del fatturato è un rischio, e la diversificazione dei mercati non è più rimandabile.
Ex Ilva: sospesi i 2.500 licenziamenti dell’indotto
Al tavolo di Palazzo Chigi il Governo ha ottenuto la sospensione dei 2.500 licenziamenti annunciati dalle 28 aziende dell’appalto e dell’indotto, in attesa della decisione della Corte d’Appello di Milano. La gara per il subentro chiude il 15 ottobre, con possibile proroga, e non si esclude una partecipazione pubblica a fronte di un piano industriale solido. È la conferma che, quando si ferma un grande committente, il conto lo pagano per primi i fornitori.
Credito: la BCE verso il rialzo
L’attesa è per un rialzo di 25 punti base che porterebbe il tasso sui depositi al 2,50%, con l’inflazione dell’area euro al 3,3% e quella di fondo al 2,4%. Il petrolio in tensione e l’incertezza politica tedesca complicano il quadro. Per le imprese significa un costo del denaro che continua a salire proprio mentre le bollette erodono i margini: la combinazione che più frena gli investimenti.
Le PMI italiane e l’intelligenza artificiale
Un’indagine su cinquemila microimprenditori restituisce un ritardo netto: il 73% non ha pianificato l’introduzione dell’intelligenza artificiale in azienda e l’80% ammette scarsa dimestichezza con le tecnologie digitali. Solo il 19% la sta sperimentando o prevede di farlo entro l’anno, con percentuali più alte tra le imprese con fatturato ed export maggiori. È un divario che si colma con la formazione, non con l’acquisto di software: la strada praticabile per una piccola impresa passa da percorsi finanziati e da competenze costruite internamente.
L’associazione al fianco delle imprese
Confapi Pesaro e Urbino affianca le imprese associate sui temi trattati in questo numero: analisi dei consumi e forniture energetiche convenzionate, orientamento su garanzie e agevolazioni per gli investimenti, supporto all’internazionalizzazione e all’export, assistenza sulla contrattazione e sull’applicazione dei CCNL, formazione finanziata tramite FAPI, FSE e gli altri canali di finanziamento. Per approfondire uno dei temi o richiedere una consulenza è possibile contattare l’associazione allo 0721 402085 o all’indirizzo info@confapipesaro.it.
Punto Impresa è la selezione delle notizie della rassegna stampa quotidiana che hanno ricadute dirette sulle imprese associate. Fonti di questo numero: Corriere della Sera, la Repubblica, La Stampa, Il Sole 24 Ore, Italia Oggi, Avvenire, Panorama.



