Mentre a Parigi le associazioni delle PMI di Italia, Francia e Germania mettono nero su bianco una posizione comune su caro energia e burocrazia, in Italia il prezzo dell’elettricità tocca il livello più alto d’Europa e la Banca Centrale Europea alza ancora il costo del denaro. Per chi produce, le due cose arrivano insieme.
Le PMI europee si muovono compatte
Il Presidente nazionale di Confapi Cristian Camisa, insieme ai colleghi di Meti e BVMW, ha incontrato a Parigi il Ministro delegato all’Industria francese portando una posizione condivisa dalle piccole e medie imprese dei tre principali Paesi manifatturieri europei: caro energia, transizione sostenibile e burocrazia soffocante non sono tre problemi separati, ma lo stesso problema. La richiesta è una strategia industriale comunitaria coerente, il contenimento dei costi energetici, la riduzione degli oneri amministrativi e la tutela delle filiere europee dalla concorrenza sleale. Le PMI rappresentano il 99% del tessuto economico continentale.
Energia: il divario con l’Europa si allarga
I numeri portati in audizione all’Arera fotografano lo svantaggio competitivo della manifattura italiana: prezzo unico nazionale a 228,8 euro al megawattora contro i 191,8 della Germania, i 172,8 della Francia e i 145,2 della Spagna, con il gas stabilmente sopra gli 80 euro. Le richieste sul tavolo sono l’attuazione rapida del decreto Bollette, l’impiego di un miliardo dai proventi del gas di sicurezza per abbattere i costi industriali e un’accelerazione sulle rinnovabili, dove all’Italia mancano ancora 50 gigawatt per centrare i target 2030. Sul fronte autorizzativo il nodo sono i veti locali, che stanno bloccando gli impianti.
Il segnale più preoccupante arriva però dalle imprese stesse: cresce il numero di imprenditori che si indebitano semplicemente per pagare le bollette. Nel frattempo il Consiglio dei ministri ha prorogato di una sola settimana, fino al 17 settembre, il taglio di 14 centesimi al litro sull’accisa del gasolio. Dall’inizio del 2025 lo Stato ha speso 2,6 miliardi tra tagli e sostegni all’autotrasporto, procedendo di rinvio in rinvio senza mai affrontare la questione in modo strutturale.
Chi ha flotte o spedizioni a carico farà bene a verificare le clausole di adeguamento carburante nei contratti di trasporto, senza dare per scontata l’ennesima proroga.
Credito: il denaro costa il 3,86%
La Banca Centrale Europea ha alzato di un quarto di punto, portando il tasso sui depositi al 2,50%, per contrastare un’inflazione risalita al 3,3% ad agosto e trainata proprio dall’energia. Il costo dei prestiti bancari alle imprese è salito al 3,8%, e per le micro e piccole imprese arriva al 3,86%, con 223 punti base in più rispetto al giugno 2022. I dati dell’Abi registrano comunque prestiti alle imprese in crescita del 3,5%: si continua a chiedere credito, ma a condizioni sensibilmente peggiori. È la combinazione che pesa di più sul tessuto produttivo: costi che salgono e investimenti che si fermano proprio quando andrebbero sostenuti.
Filiere: l’automotive tedesco tira il freno
È la notizia che tocca più da vicino il tessuto metalmeccanico e di subfornitura della nostra Provincia. L’export automotive italiano verso la Germania è calato dell’1,1% nei primi cinque mesi del 2026, dopo il 6% perso nel 2024, mentre Volkswagen taglia capacità produttiva e circa centomila posti di lavoro nel gruppo. I componentisti italiani, già sotto pressione per una concorrenza cinese arrivata al 15% del mercato europeo, temono ora la sovracapacità. I casi sono concreti: Mapal ferma lo stabilimento di Gessate con 85 licenziamenti, Denso annuncia 180 esuberi su 700 addetti a Poirino.
Per chi lavora in subfornitura è il momento di guardare alla concentrazione del portafoglio clienti: un committente tedesco che vale più di un terzo del fatturato è oggi un rischio, non una garanzia. Diversificazione dei mercati e aggregazione tra imprese sono le due strade su cui si concentra la discussione in vista della Legge di Bilancio, dove si ragiona di incentivi fiscali proprio alle aggregazioni.
Export: il Mercosur si apre, il Mar Rosso si chiude
Si è chiusa la missione imprenditoriale italiana in Argentina e Brasile: 2.600 incontri b2b con un centinaio di imprese, molte delle quali piccole e medie, su un mercato da 250 milioni di consumatori. Sulla rotta opposta le notizie sono peggiori: le milizie Houthi hanno conquistato l’isola di Zuqar e il porto di Mocha, avvicinandosi allo stretto di Bab el-Mandeb, passaggio cruciale dopo la chiusura di Hormuz, lungo una direttrice commerciale che vale mille miliardi di dollari l’anno. Chi importa componenti o semilavorati dall’Asia dovrebbe rivedere ora le scorte critiche e i tempi di consegna promessi ai clienti: un blocco significherebbe noli in rialzo e settimane aggiuntive di transito.
Lavoro: riparte il tavolo sul modello contrattuale
È ripreso il confronto tra le associazioni datoriali e Cgil, Cisl e Uil per un nuovo accordo quadro interconfederale su modello contrattuale e criteri di rappresentanza, con incontri il 17 e 18 e poi il 21 e 22 settembre e un primo bilancio il 28. I criteri con cui si misura la rappresentanza definiscono quali contratti collettivi saranno considerati pienamente legittimi: è il perimetro entro cui si collocano i CCNL sottoscritti da Confapi e applicati dalle imprese associate. È un passaggio da seguire con attenzione.
Opportunità: 1,6 miliardi di PNRR sull’efficientamento
Il PNRR ha mobilitato 1,58 miliardi per l’efficientamento energetico di 1.981 edifici di edilizia popolare, pari a 25.300 appartamenti in 311 comuni e 33 province, con l’obiettivo di ridurre del 30% la domanda di energia primaria. I contributi a fondo perduto arrivano al 65% e tra gli interventi previsti figurano pompe di calore, fotovoltaico e teleriscaldamento. La domanda complessiva è stata di 3,3 miliardi, il doppio delle risorse stanziate, e si valuta un rifinanziamento per gli 1,8 miliardi di richieste rimaste escluse. Si apre ora la fase dei cantieri, con commesse per le imprese di edilizia e impiantistica.
Le date da segnare
- 17 settembre — scade la proroga del taglio delle accise sul gasolio.
- 17-18 e 21-22 settembre — incontri del tavolo sul modello contrattuale e sulla rappresentanza.
- 22 settembre — l’Istat pubblica i dati definitivi su deficit e Pil 2025: dall’uscita dalla procedura d’infrazione dipendono 8-10 miliardi di margine per la manovra.
- 28 settembre — primo bilancio del confronto tra le parti sociali.
L’associazione al fianco delle imprese
Confapi Pesaro e Urbino affianca le imprese associate sui temi trattati in questo numero: analisi dei consumi e forniture energetiche convenzionate, orientamento su garanzie e agevolazioni per gli investimenti, supporto all’internazionalizzazione e all’export, assistenza sulla contrattazione e sull’applicazione dei CCNL, formazione finanziata tramite FAPI, FSE e gli altri canali di finanziamento. Per approfondire uno dei temi o richiedere una consulenza è possibile contattare l’associazione allo 0721 402085 o all’indirizzo info@confapipesaro.it.
Punto Impresa è la selezione delle notizie della rassegna stampa quotidiana che hanno ricadute dirette sulle imprese associate. Fonti di questo numero: Corriere della Sera, la Repubblica, La Stampa, Il Sole 24 Ore.




